venerdì 4 novembre 2011

Perché Dio non mi ascolta?

Dio ascolta sempre. Sa quello che proviamo, che sentiamo, che viviamo in ogni momento della nostra vita. Conosce il nostro modo di amare, di gioire. Comprende le nostre paure, le  preoccupazioni, le sofferenze. Il Suo cuore è sempre concentrato su ognuno di noi. A Dio non interessa la folla, la massa, ma ogni persona. “Il Dio cristiano – dice Andrè Frossard – sa contare solo fino ad uno”. Ognuno può essere certo che è al centro dei pensieri di Dio. Ricorda santa Caterina da Siena: “Il Signore ama te come se fossi l’unico al mondo”. Il suo ascolto dei nostri problemi non viene messo in dubbio.
Non è l’ascolto, però, che a noi davvero interessa. Spesso non cerchiamo un Dio amico che raccolga i nostri sfoghi e le nostre confidenze:  vorremmo un Dio che intervenga nella nostra vita ogni volta che ne abbiamo bisogno. Come una novella Mary Poppins, la tata sorridente e fatata, che dalla sua borsa tirava fuori la soluzione per ogni problema. O come un simpatico Harry Potter, il giovane mago protagonista di diversi libri e film, che, con la magia, riesce a districare situazioni ingarbugliate. Desideriamo un Dio che veda il male e lo cancelli. Che scorga le lacrime e le asciughi. Che raccolga i sogni infranti e li restituisca realizzati.
La nostra aspirazione ad essere felici, a voler che tutto nella nostra vita vada per il verso giusto, non è da condannare. L’uomo è naturalmente orientato verso il bene e verso la felicità. Questa aspirazione legittima, però, deve tener conto del fatto che ci troviamo in uno stadio imperfetto. Non è possibile trovare una felicità eterna su questa terra: se anche Dio ci concedesse immediatamente quello che vogliamo in un dato momento, il nostro appagamento durerebbe poco perché abbiamo nel cuore un’insoddisfazione che potremo colmare soltanto in Lui, nella vita eterna.
Apparendo a Bernadette, in una rivelazione privata che la Chiesa ha riconosciuto, la Madre di Dio è stata molto chiara quando le ha detto: “Non ti prometto la felicità in questa vita, ma nell’altra”. I cristiani sanno che questa frase non è solo per Bernadette ma per ognuno di loro: per questo, da molti secoli, salutando Maria nella bellissima preghiera Salve, Regina dicono rivolti a lei “a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime”. In questo mondo, segnato dal peccato e dalle sue amare conseguenze, le sofferenze sono probabilmente la cifra più significativa della vita e possiamo accontentarci solo di gioie imperfette e transitorie che, tuttavia, non dobbiamo considerare inutili: la nascita di un bambino, la soluzione di un problema, l’affetto dei nostri cari, l’arrivo di un nuovo amore. La sensazione di felicità provata in questi frangenti è un anticipo di quello che ci attende quando, da questo mondo, passeremo nell’eternità di Dio.
Pertanto, possiamo dire con certezza che Dio ascolta sempre il grido dell’uomo. Tante volte, nella Storia della Salvezza, è intervenuto quando ha sentito Israele piangere e chiedere aiuto. Ha udito il pianto di Agar, la schiava di Sara, e i lamenti del figlio Ismaele quando furono cacciati via dalla casa di Abramo e la donna si era seduta a distanza di un tiro d’arco per non veder morire suo figlio di sete: “Dio udì la voce del fanciullo e un angelo di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: “Che hai Agar? Non temere, perché Dio ha udito la voce del fanciullo là dove si trova. Alzati, prendi il fanciullo e tienilo per mano, perché io ne farò una grande nazione” (Gn 21, 17-18). E, fedele a questa promessa, ha aperto gli occhi di Agar per farle vedere un pozzo d’acqua per mezzo del quale poter dissetare Ismaele (cf Gn 21,19). Ancora, ha ascoltato il grido del popolo, prigioniero in Egitto: “Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell'Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele” (Es 3, 7-8a). Lo ha liberato dalla schiavitù, inviando Mosè presso il Faraone e rimanendo al suo fianco nei momenti convulsi dell’esodo. Inoltre, è venuto in soccorso ad Anna, quando piangendo impetrava un figlio: “Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sul suo capo" (1 Sam 1, 11). Il pianto della donna non è rimasto inascoltato perché Dio le ha concesso un figlio, Samuele.
E anche oggi, molte volte, interviene nelle nostre vite. Tuttavia capita che, a volte, non agisce ma, quando questo accade, è in vista di un bene più grande. Così Egli non ha liberato il suo Unigenito, Gesù Cristo, dalle mani dei suoi assassini, ma gli ha dato vittoria sulla morte, facendolo risorgere il terzo giorno affinché noi, lavati dal suo sangue, potessimo essere liberati dalla schiavitù del peccato.
Dunque, confidiamo sempre nel fatto che Dio ci ascolta in ogni momento e che non ci perde mai di vista. Che ci ha a cuore anche quando non soddisfa le nostre richieste. E godiamo pienamente degli anticipi di gioia che ci offre su questa terra, facendo il possibile per seguirLo.  Per essere certi che in Cielo riceveremo non più una semplice caparra ma l’intera somma.

63 commenti:

  1. Io sono credente. Nel mio gruppo di ex amici ero l'unico. Tutti atei. Ho 36 anni e tutti sono sposati con figli e per lo più realizzati nel lavoro. Io sono solo, non ho raggiunto quello che desideravo nella carriera, ho avuto tante sofferenze , lutti e tante delusioni. Sinceramente mi riesce difficile pensare che Dio mi ascolti. Pare che abbiano piu' successo quelli che lo ignorano o lo offendono. L'unica risposta che ho è la croce. Forse vuole farci provare in piccola misura quello che lui ha patito in questo mondo per prepararci alla vita eterna. Deve esserci una giustizia più alta altrimenti tutto è inutile. E' la mia unica speranza. Ho perso invece la speranza ddi avere qualche soddisfazione più concreta dalla vita terrena.

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    1. Ti capisco pienamente.soffro anche io per non essere esaudita ed ascoltata dal mio Dio!!!ok alle sofferenze,ma siii alle preghiere esaudite dopo la +lunga delle tempeste.sarebbe un miracolo..perche solo l'intervento di Dio in quel determeninato momento riempirebbe una creature di una gioia senza fine!!!basta parole vogliamo fatti.la misericordia di Dio dov'e?

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    2. Caro Tordavi, Ti capisco perché anche io ho trascorso i miei migliori anni attendendo alle Querce di Mamre. ma nessuno è venuto, tranne la sofferenza e le lacrime amare. Il fatto che soffro non mi ha fatto sentire più amato degli altri da Dio. Anzi, forse meno amato degli altri. Non sono arrabbiato con il Signore, però. Sono arrabbiatissimo invece con quanti mi dicono che si deve essere felici nella sofferenza. Questo non lo posso accettare e mi sembra molto offensivo. Del resto, Dio non lo capisce nessuno e non lo decifra nessuno. Dice chiedete, ma poi non concede; dice bussate ma poi non apre.
      Intanto il libro di Giobbe l'ho imparato a memoria. Ti abbraccio cristianamente e non ti perdere d'animo. Francesco

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  2. Dio ti ascolta. Quando soffriamo è ancora più vicino a noi. Sembrano frasi fatte, ma, in realtà, se ci disponiamo a vedere la Sua presenza nella nostra vita, è vero che cogliamo i segni di questa.
    Noi cerchiamo le realizzazioni umane e con queste misuriamo la presenza di Dio nella nostra vita. Ma non è così: i martiri, ad esempio, ci insegnano che, anche quando a viste umane, la vita sembra fallimentare... se donata per gli altri (ognuno come può e come richiesto da Dio) diventa la migliore testimonianza della presenza di Dio nella vita dell'uomo.
    Coraggio! Dio ti ascolta e ti ama perchè sei prezioso ai suoi occhi.

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    1. Ciao Clap....scusa se disturbo, posso chiederti di pregare x me? Mi chiamo Antonella e vorrei tanto poter avere un figlio! Ci sono tante persone a cui Dio ha donato la potenza della preghiera! Grazie !

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    2. Ma non credi che proprio nella sofferenza un intervento del Signore potra'far esplodere in quella creatura una gioia immensa.Perche'proprio in quel momento la misericordia divina ha sanato ogni ferita e fatto rinascere una nuova creatura!!questo lo chiamerei miracolo.Chi soffre sara'sempre insoddisfatto e non amera'la propria vita (ne terrena,ne in un'altra vita).mi dispiace..ma nn basta sentirsi dire Dio ti ama che riempi la tua triste vita :( :( .sono solidale all'amico todar in quabto anche io mi trovo a rivolgere le stesse domandea Gesu ormai da anni..:(

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    3. Caro Clap, il fatto che mi ascolta è confortante ma non risolve il problema. Anche Dio da parte sua non vuole che noi solamente ascoltiamo ciò che ha da dirci, ma che facciamo quello che ci chiede. Quindi, ci vogliono le opere. Capito? Un abbraccio pure a te!. Francesco

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    4. Antonella, pregherò senz'altro per te. La mia preghiera è poca cosa, ma il Signore è grande.

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  3. "Beato" chi crede, perché nel suo cammino trova segnali, consolazioni, vicinanza, perché crede in una giustizia ultraterrena, in una vita ultraterrena, e ha una concezione dell'uomo diversa da ciò che è in realtà. E' questa la vostra forza. A vedere il mondo senza le lenti della fede ne viene restituito un sostanziale nonsense, del quale si potrebbe francamente fare a meno. Senza la fede, la vita è un dramma. La vita della persona più felice, di quella più ricca, di quella più povera, di quella più amorevole, di quella più criminale, ecc. ecc. ha il medesimo valore, e si spegnerà nel medesimo nulla. E' estremamente difficile attraversare le onde della vita senza nutrire un qualsivoglia tipo di credenza, magari "fai da te". Ma... Questo Dio, oggettivamente, dov'è?

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    1. Quale Dio cerchiamo? Il punto è questo. Se vogliamo il risolutore di ogni nostro problema e magari Colui che benedice ogni scelta della nostra vita, anche quelle sbagliate, è chiaro che non riusciremo mai a sapere "oggettivamente dov'è" perché qualsiasi traccia - diversa da quella che ci attendiamo da Lui - sarà da noi sempre ignorata.

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    2. Sinceramente non credo piu a niente....sembra che Dio sia vicino solo ai cattivi. Forse chi è peccatore viene più ascoltato

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  4. La risposta di Clap è la tipica frase dei cattolici che non si sono mai trovati nella situazione della "buia notte dell'anima", della disperazione estrema.
    Ma che razza di consolazione stai proponendo?
    Pensa ai martiri...ma cosa stai dicendo?
    Piantiamola con questa storia della vita spesa per gli altri che dà la vera gioia, perchè è una presa in giro.
    Capisco benissimo la situazione del ragazzo del primo post a cui dico di non rinunciare mai ai tuoi obiettivi, non rassegnarti. Purtroppo la solitudine è un male della nostra società, non sei l'unico. non invidiare gli atei che ti sembra abbiano tutto, perchè è solo un'apparenza. C'è un tempo per ogni cosa, solo Dio sa il momento più adatto in cui devono capitare le situazioni. Oltre alla preghiera, ti consiglierei a qualche colloquio con un bravo psicologo, mi sembri molto disperato. In bocca al lupo!

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    1. Sei proprio certo che io non abbia mai attraversato la "buia notte dell'anima"? O quello che ti fa arrabbiare è che ci possono essere risposte più serene, rispetto alla tua, a queste situazioni?

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    2. Bella risposta!!!sono d'accordo!!smettiamola di consolarci solo dicendo Dio ti ama,forse nn ci rendiamo conto che in un momento di solitudine si ha bisogno di un intervento divino che possa stravolgere quel momento di solitudine.sarebbe un miracolo..in quel momento solo la misericordia di Dio(concreta a fatti)potrebbe creare uno dei miracoli +grandi per un uomo:riempirlo di gioia!!!sii alle sofferenze ma sii alla preghiera esaudita dopo la tempesta!!!!non solo parole,ma ci aspettiamo anche una piccola mano dal nostro Dio..soprattutto chi lo cerca notte e giorno insistentemente.

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  5. Certo, non è facile pensare che Dio ci ascolti e ci segua nel nostro cammino della vita. Io nella mia vita ho avuto solo delusioni e fatica per ottenere qualcosa per darci un pò forza. Gli anni passano e sento che abbiamo bisogno di una verità un cambiamento, una chiarificazione....e questa non c'è.Dobbiamo credere in qualcosa di forte, ma non perchè c'è lo ripetano,ma perchè lo sentiamo lo vediamo dentro di noi.

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    1. Hai detto le parole giuste: "dobbiamo credere". Purtroppo, spesso, non crediamo, anche quando apparentemente ci sembra di farlo. Il problema è questo.

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  6. Mah a me semrano solo illusioni. Dio non interviene nelle vicende umane perchè probabilmente non esiste. I credenti lo sanno bene che Dio non interviene e per "superare" il problema si sono inventati l'aldilà dove poi saremo felici. Ma un Dio che se ne frega oggi dei vivi, come può interessarsi a dei morti? Un Dio che permette le malattie, le catastrofi naturali ecc ecc come può essere un Dio d'amore? Io da tempo ho smesso di credere e la vita stranamente mi sorride

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  7. Dio non se ne frega. E' quello che pensiamo noi, ma non è così. Sono felice che la vita ti sorrida... ma sei sicuro che la vita di un credente non sia altrettanto gioiosa?

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  8. Qual è la differenza tra un Dio inesistente ed uno che si comporta come se non esistesse? Tutte le religioni nascono con lo scopo di dare una spiegazione alla morte e alla sofferenza, con "concetti" che però provocano più domande che risposte.
    Quanto al fatto che "Dio se ne frega" è lapalassiano. Guarda quanta gente è malata, disperata, senza lavoro, quante catastrofi naturali ci sono ecc ecc. Eppure Dio dovrebbe essere Onnipotente. Quale Padre/Madre umana non aiuterebbe la sua prole potendolo fare? Allora perchè Dio se ne frega???
    Non è stato Dio a creare l'uomo ma l'uomo a creare Dio.

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    1. Quale padre o madre non aiuterebbe la sua prole potendolo fare?, chiedi. Solo Chi ci ama così tanto da lasciarci totalmente liberi di corrispondere al Suo Amore può decidere di non intervenire. Non per sadismo, ma proprio perché ci ama. Liberamente vuole essere scelto, liberamente vuole che viviamo i suoi comandamenti.

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  9. Purtroppo anch'io mi trovo a pensare che Dio resti fermo ed immobile di fronte alle nostre suppliche, ai nostri pianti, alla nostra disperazione. Da 3 anni a questa parte non faccio altro che imporare, chiedere aiuto, comprensione, tregua, ma niente da fare, la mia disperazione non ha fine, i miei pianti continuano e lui resta a guardare. Non posso pensare che per quanto tutto questo mi possa servire per crescere, un Dio che mi ama mi permetta di soffrire così tanto. Ho perso ogni speranza e persino pregare diventa difficile perchè avere ogni giorno la sensazione di parlare al vento, di non essere ascoltata, di essere lasciata sola ad affrontare le prove, è desolante, soprattutto poi come dice Tordav1976 quando ci si trova attorniati da persone che non sanno nemmeno come sia fatto un crocifisso e che invece hanno vita facile su tutto! Non che questo significhi che loro siano + felici di me, ma di certo vivono con molti meno problemi e paranoie. Chiedo solo forza e pace, solo questo, ma niente, mi dà situazioni che mi destabilizzano sempre + ogni giorno e mi devastano l'anima. Come può essere amore questo? come?

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    1. Continua a pregare. Continua a sperare. Don Tonino Bello diceva che una sofferenza che dura un tempo più lungo dell'evangelico "da mezzogiorno fino alle tre" sarà considerata abusiva da Dio.
      Perciò le nostre sofferenze, intanto, non saranno eterne, ma anche in questa vita Lui, se preghiamo e ci affidiamo alla Sua Volontà, ci darà la forza di sopportarle.

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    2. Datti da fare personalmente e cerca di uscire da sola dalla situazione in cui sei. Non sperare in nessun Dio nè in alcun aiuto divino....non verrà mai.

      Pensaci bene...se Dio esistesse permetterebbe che tante persone nascano con malformazioni o altre malattie? Permetterebbe le innumerevoli catastrofi naturali che ci sono? Un Dio che conosceva tutto il male che l'atto creativo avrebbe comportato avrebbe creato ugualmente???

      Dio non esiste....conta solo sulle tue forze e non farti illusioni, altrimenti rimarrai ancora più delusa

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    3. La Creazione soffre per il peccato originale, non certo per l'insesistenza di Dio.

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  10. Accidenti ma che fiducia in Dio, spero solo che sia un Padre per tordav1976, io ho solo la netta sensazione che mi abbia creato come burattino per i suoi scopi e poi spedirmi all'inferno, una volta che non sono più utile.

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    1. Tu sei amato da Lui. Non dimenticarlo mai. E non sei un burattino: tanto è vero che puoi permetterti anche di pensare male di Lui (che, invece, pensa sempre bene di te)

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  11. CAro Clap, ho letto la tua risposta in merito alla mia mail disperata...non hai detto nulla di quanto già non sapevo...io mi domando: se noi siamo qui, ci ha creati, viviamo, faccio un esempio, 50 anni, male, soffrendo e arrancando, poi ci stacca la spina e ci porta con lui (o forse no), mi sai dire che senso ha il nostro passaggio qui? se non lasciamo nulla di buono, se non creiamo nulla di buono, sai, quando si sta male difficilmente si è in grado di dare il meglio di se stessi, spiegami che senso ha metterci al mondo. Ho chiesto tante volte di darmi la gioia della maternità, ma mi trovo dopo aver affrontato un aborto per cause sfortunate, attorniata da figli altrui che magari non sono nemmeno voluti e tanto meno amati. Io cosa posso lasciare al mondo? cosa posso dare alla vita? perchè non posso imparare la vita da un'altra vita? Se lui mi vuole bene, come può il diventare madre essere un male per me tanto da non farmi realizzare questo sogno? mi sento inadeguata, diversa, e donna e moglie a metà....perchè vuol farmi provare questo? Questo è amore? Questo è ciò che è bene per me?

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    1. Ciao. Forse ti farà bene sapere che sono una donna e nemmeno per me è ancora arrivato un bambino. Non cambia la tua situazione, ma ti farà capire che posso comprenderti meglio di come credi. Per un problema come il tuo ho già affrontato il tema in questo post: http://cattolicamente.blogspot.it/2011/11/perche-richieste-giuste-rimangono.html

      Spero che leggerlo ti possa dare un piccolo aiuto. Prego il Signore per te e per tutte le donne che vorrebbero diventare madri.

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  12. Lo avevo già letto. Credi che io non chieda la forza per andare avanti? credi che io non chieda di accettare la sua volontà? Da tre anni sto morendo, ho tutto per essere felice ma la sola idea che il non diventare madre sia il mio destino mi sta distruggendo! Ho chiesto tante volte di mostrarmi ciò che devo fare,qual'è allora la mia strada se non quella di dare amore totale e incondizionato ad un esserino che desidero + di ogni altra cosa, ma niente da fare. Continuo a pregare, nonostante tutto è ancora la mia ancora di salvezza, ma quando ci si sente abbandonati da Lui è difficile vivere, difficile veramente!

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    1. Ti sei già data una risposta: hai tutto per essere felice. Leggo tra le righe quello che non mi dici: un marito che ami e che ti ama, un posto in cui vivere, la possibilità economica di pensare che l'arrivo di un figlio non sia "una bocca in più da sfamare". Hai mai pensato a quanti bambini nascono in famiglie che non hanno una di queste caratteristiche e, magari, crescono poco felici?

      Cosa voglio dire? Che ognuno ha le sue croci. Ci sono donne non amate, uomini detestati dalle loro donne, coppie che hanno ricevuto uno sfratto, bambini non desiderati e spesso non amati, famiglie che faticano ad arrivare a fine mese e ognuno potrebbe dire: "ho tutto per essere felice ma non lo sono perché..." e giù ad elencare quello che rende infelice la vita di ognuno.

      E poi... chiedi a Dio di mostrarti qual è la strada, ma poi tu stessa ti dai la risposta: "se non quella di dare amore...". Allora, in realtà, non stai chiedendo a Dio di mostrarti la strada che Lui ha deciso per te, ma vuoi "obbligarlo" a far sì che ti aiuti a realizzare quella che ritieni sia la tua strada. Ecco, forse, allora, dovresti sì continuare a pregare, ma in modo diverso, chiedendogli davvero e con il cuore in mano che ti faccia capire come puoi realizzarti come persona anche se un bimbo non dovesse arrivare.

      Coraggio! Dio ti ama anche se non dovessi mai diventare madre biologica (ma le maternità spirituali si possono realizzare in tanti modi): impara ad amarti anche tu così come sei.

      Ti abbraccio.

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    2. Ciao! Vorrei provare a risponderti cercando di essere il piu' delicata possibile. Sono una donna di 45 anni e prima di avere la mia bambina ho avuto 3 aborti spontanei e tante lacrime e preghiere che sembravano inascoltate. Pensavole tue stesse cose e dubitavo fortemente dell'amore di Dio. Poi è arrivata ed è stata una gioa! Ma...nonostante ancora oggi rifarei la stessa cosa per poterla avere tra le braccia, sappi che ci osno momenti in cui mi chiedo se non abbia sbagliato, perche' adesso sono in una situazione bruttissima. Mio marito non ha lavoro, io neppure, senza soldi e umiliazioni a iosa dalla mia famiglia di origine. Per questa famiglia che ho tanto desiderato e per la quale ho tantopregato ho perso tutto e ogni giorno chiedevo a Dio come sia possibile considerare un dono ( compagno e famiglia ) quanto mi sta togliendo anche la voglia di respirare. E' vero che poila guardo e capisco che le emozioni che solo un figlio ti puo' dare valgono qualsiasi sacrificio, ma se poi non hai la forza per dargli cio' che gli occorre? Insomma, sono due le cose che vorrei dirti. la prima è che non devi arrenderti solo perche' non è andata finora, ma anche cercare di non centrarti solo su questo pensiero, perche' tu sei una CREATURA, indipendentemente dal sesso e questo ti rende preziiosa. Secondo. Crescere un figlio non è solo gioie, ma tanta tanta fatica, responsabilita', paure, ansie e CREDIMI non è per niente facile per chi come noi ha tanta sensibilita' da amare un figlio piu' della propria vita. Al di la di Dio, credi in te stessa, nel tuo valore e nella vita. Dio quando lo riterra' opportuno ti aprira' le strade per la cosa giusta da fare. Ti abbraccio e spero che tu presto possa sentirti felice.

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  13. Ho capito cosa vuoi dirmi, ma credimi, forse riuscirei di + ad accettare l'idea se non fossi mai stata incinta...come ho scritto, come può essere un bene per me il non essere madre? come può Dio volere questo da me e non mostrarmi però ciò che di diverso vuole? I segni? i segni dove sono? Sono così incapace da non poter diventare madre? io che vorrei un figlio per provare quell'amore incondizionato che solo si prova verso i figli, per gioire nel vederlo crescere e scoprire il mondo con lui, guardarlo negli occhi e vedere gli occhi di mio marito che amo + di ogni altra cosa al mondo...conosco gente che li mette al mondo per vestirli bene e basta! non è giusto, non è giusto! Ho dei genitori anziani, sono figlia unica, ho 40 anni, non hanno + voglia di vivere, mia madre è malata di Alzheimer, mio padre è stanco e non ingrado di gestire la situazione...ho tutto sulle mie spalle...un figlio, x quanto potrebbe essere per me impegnativo considerato tutto questo, non darebbe gioia anche a loro? uno stimolo in + per gli ultimi anni che hanno rimasto da vivere? No, figuriamoci, possono morire senza la gioia quanto meno di vedere il loro nipote dato che per come sono ora non potrebbero di certo portarlo al parco a giocare o badarlo...no, queste gioie è giusto che siano a noi negate!! Però è giusto rendere madri coloro che gettano i figli nella spazzatura...

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    1. Vedi che in qualche modo Dio ti sta già indicando la strada? In questo momento il tuo compito è la maternità spirituale: non pensare alla gioia che un nipote potrebbe dare ai tuoi genitori, pensa invece alla gioia che puoi dargli tu facendo sentire, come fai ora, tua madre protetta e tuo padre sostenuto nella sua stanchezza. Lo sai tu stessa quanti figli abbandonano i loro genitori nel momento della loro debolezza: tu non lo stai facendo. Vivi questo compito con gioia perché al momento ti è richiesto questo.

      Non pensare mai di essere incapace. Conosco donne validissime che non hanno mai genearato, ma sono una presenza viva nella vita di tante persone tanto che definirle "incapaci" sarebbe veramente un crimine...

      Hai 40 anni e un bambino potrebbe ancora arrivare. Ma se non dovesse mai arrivare... hai mai pensato all'adozione? Perché, se il tuo desiderio di maternità è veramente molto forte, sappi che nel mondo, per quanto lunghe siano le pratiche per l'adozione, ci sono tanti bambini che attendono una madre e un padre. Oppure, se pensi di non essere pronta a diventare madre adottiva (non è automatico e non deve essere fatto solo per riempire un vuoto), potresti provare l'esperienza dell' affido familiare (dove il bambino o l'adolescente è ospitato solo temporaneamente dalla famiglia). Pensaci. Parlane con tuo marito. Probabilmente, anche solo il parlare di questi temi e considerarli in modo serio, servirà a chiarire la natura del tuo e del suo desiderio di maternità e paternità. E, se alla fine, dovreste decidere per il no, dopo aver considerato veramente la possibilità, sarà perché avrete capito che potete essere una coppia completa e una famiglia aperta alla maternità e paternità spirituale anche senza avere bambini in casa.

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  14. Ma lei sa cosa vuol dire volere un figlio e non poterlo avere?, ci sono momenti che ti chiedi a che servi, perché alzarsi al mattino per andare a lavorare, nulla ha più senso. Si rende conto di cosa scrive?, solo chi come noi e i signori lo stanno passando se ne può rendere conto. Lei sa cosa vuol dire girare per ospedali ed essere trattati come bestie, senza un minimo di comprensione da parte dei dottori ed essere considerato solo un pollo da spennare?, sa che condizioni bisogna accettare e i costi da sostenere per un adozione?
    La chiesa dov'è? Perché permette che un adozione venga a costare 15-20 mila euro? Dio dov'è? perché fa soffrire tutti quei bambini e non ci permette di aiutarli? Noo a noi non e permesso ne di averli ne di adottarli e lei parla di maternità e paternità spirituale... se Dio esiste, io non lo capisco, ci sono altri popoli da salvare oltre quello d'Egitto e ci sono altre Anne che vogliono un Samuele. Che Dio è un Dio che permette queste diseguaglianze che dona a chi non merita e non da nulla a chi merita, che se insultato perdona solo per il gusto di farti sentire in colpa e rimanere sempre dalla parte della ragione che ci porta verso strade ripide e tortuose senza spiegarci il motivo.

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    1. Preghi Dio ma lo accusi. Dici di rivolgerti a Lui ma poi dici "se Dio esiste"... E poi ti scagli contro chi cerca di darti qualche consiglio, entrando in punta di piedi nel tuo dolore.
      Prendertela con Dio, con me, con gli altri... non farà il tuo bene. Già ora hai detto che questo dolore ti sta distruggendo. Sei consapevole di quanto questa tua disperazione può influire in modo doloroso nel tuo matrimonio e, in generale, nel rapporto con gli altri? Lo sai che puoi rischiare quello che di bello hai adesso per la sofferenza di ciò che non hai? Io non ti parlo da nemica. Ti parlo da persona che vuole capire.

      Ti ho suggerito diverse strade, facendoti capire che la maternità spirituale non è solo l'adozione (che - ripeto - non è per tutti e non solo per le difficoltà economiche) e che non vuol dire solo avere un bambino in casa. E ti do - se permetti - un ulteriore consiglio. Quello che offro sempre a chi - chiuso nel suo dolore - finisce per considerarsi l'unico che soffre, l'unico abbandonato da Dio: apriti al dolore degli altri. So bene che sai che esistono anche tante persone che soffrono, ma un conto è saperlo, un conto è farne esperienza concreta. Dedica anche solo un'ora del tuo tempo a chi soffre (non ti dico di più, perché già ti occupi un po' di tua madre) nel modo che più ritieni opportuno, dal volontariato (e ce ne sono tanti tipi) alla visita a qualche estraneo ammalato: incontrando il dolore degli altri - e non solo il tuo o della tua famiglia - vedrai che ognuno, in modo diverso, porta la sua croce.
      Questo te lo dico non per essere saccente, ma perché l'ho provato: sono stata volontaria caritas e, attualmente, porto la Comunione agli ammalati. Ti assicuro che, accanto al dolore degli altri, anche i miei mi sono sembrati meno drammatici e più sopportabili.

      A presto!

      P.s.: ieri, durante la S. Messa, ho offerto la Comunione ricevuta per te. Coraggio: Dio ti è sempre vicino.

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  15. Dalla sua risposta ho capito che nonostante io insulti Dio per quello che ci sta facendo passare sono molto più credente di lei. Me l'ho domando eccome " se Dio esiste " propio perchè non mi considero "l'unico che soffre" e sò che c'è gente che sta male come e peggio di me, perchè permette che bambini muoiano di fame e che uomini infliggano dolore ai loro simili. Siamo tantissimi che chiediamo il suo aiuto, ma lui non risponde a nessuno.
    Io per quanto mi è possibile ho sempre aiutato il prossimo, ma trovo stupido doverlo fare se il mio obbiettivo e quello di consolarmi guardando che c'è gente che sta peggio di me.
    Lei che ha la fortuna di essere appagata da Dio e accetta il suo volere, è ingrado di spiegarmi perchè Dio permette tutte queste sofferenze e ingiustizie nel mondo?

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  16. Il punto è che noi dobbiamo credere a quello che ci dice Gesù: "Chi vuol venire dietro a me, prenda la sua croce e mi segua". E qual è la nostra croce se non le prove quotidiane che siamo chiamati ad affrontare? Per alcuni è un figlio che non arriva, per altri una malattia, per altri ancora una difficoltà economica... etc. ma la croce è per tutti. Se ti dico questo è perché ho capito che tutto si gioca nell'accettare la volontà di Dio. Che tante volte è totalmente diversa dalla nostra, ma se accusiamo Dio di indifferenza o, addirittura, di cinismo, andiamo fuori strada. E' facile? No. E nessuno può sentirsi arrivato. Ma, nella preghiera e nella fede, possiamo trovare il modo di accettare meglio la volontà di Dio su di noi.

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  17. Certo se la Madre di Dio mi apparisse e mi dicesse quello che ha detto a Bernadette... sarebbe più facile sostenere il peso di questa vita...

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    1. La Madre di Dio è con te anche se non la vedi. E, riguardo alla sue parole, se già le conosci puoi farle tue.

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  18. Scusate se sembrerò un po' cinica, ma almeno tu Anonima sei sposata e ti manca solo un figlio.
    Io sono totalmente sola come donna, lo sono sempre stata e a 38 anni non ho certo una bella prospettiva davanti. Mi si può così dire che può capitare anche a me e tutte queste inutili frasi fatte, ma la realtà è che la mia vita sentimentale è bloccata alla nascita. Non so nemmeno cosa voglia dire stare con qualcuno e non perché abbia sbagliato in qualcosa io: non c'è alcuna dietrologia da fare e nemmeno alcuna criminalizzazione, perché di solito per chi è nella mia situazione di comprensione non ce n'è e si accusa, si cercano colpe. Mai riconoscere che dipende dalla sfortuna, per carità!
    Anch'io ho fatto l'incontro della vita a 20 anni, ma ho dovuto rinunciarvi subito per due grossi motivi pratici. E da allora non ho più incontrato nessuno di cui innamorarmi di nuovo. E purtroppo non ho il carattere di stare con qualcuno senza provare nulla, nemmeno ho il carattere di stare con qualcuno se non lo ricambio, altrimenti avrei risolto da tempo.

    A me manca tutto, anche il necessario base della vita di un essere umano. Quando si è in coppia si ha e si fa tutto, altrimenti si è penalizzati e si rinuncia a un sacco di cose. Anche alle vacanze. Oppure, sai che cosa significa essere soli in mezzo alle coppie? Sempre, comunque e in ogni caso? Sai che significa essere soli per la strada nella giornate di festa, vedi Natale, la vigilia, Capodanno? Sai che significa non poter festeggiare il proprio compleanno? Ecc. ecc. di situazioni che non si possono mai immaginare se si ha la fortuna di avere la vita di coppia.

    E anche tutto il resto va male: ho fatto numerosi ma davvero numerosi sacrifici per lavorare e studiare: zero ricompense. Ho anche oggi un lavoro molto faticoso, mai come il precedente ma insomma, e non posso neanche andare un giorno in vacanza come ricompensa. Se non da sola. Ma sai che bello.
    Un figlio è un pensiero che non mi posso nemmeno permettere il lusso di concepire, se non pensando: anche questa è una cosa che non potrò avere mai.
    E non è che la si desidera solo quando si è mogli. Beata te che lo sei. Beata te che hai vissuto la gioia degli anni di fidanzamento, la gioia prematrimoniale, la gioia del giorno del matrimonio, la gioia del viaggio di nozze, la gioia della vita a due, la gioia di stare da anni (e dico ANNI, io non ho potuto nemmeno un minuto) con l'uomo che ami e anche questa è un FORTUNA.

    Che cosa dovrei dire io che soffro in tutto da 19 anni e che non sono mai stata molto fortunata fin dalla nascita? Che affronto questi dispiaceri e tutte le altre avversità senza un sostegno, senza mai un abbraccio?

    Se mi chiedessero qual è stato il giorno più bello della mia vita, avrei difficoltà a rispondere. E non certo perché ne ho avuti molti tra cui scegliere. Semmai il contrario.

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    1. Grazie per la tua testimonianza: meglio di come ho cercato di fare con le mie parole, rivela che ognuno porta la sua croce. Speriamo che Anonima possa capire, attraverso il tuo racconto dettagliato e sincero, quello che ho cercato di dirgli.

      Riguardo a te, sebbene la vocazione matrimoniale sia importante, non pensarti mancante se non hai accanto qualcuno. Ti auguro con tutto il cuore che il Signore presto ti faccia incontrare la persona giusta, ma, nel frattempo, prova ad amarti un po' di più (tutto nasce da lì) e ad apprezzare tutto quello che fai ora, senza pensare che sarebbe meglio se avessi qualcuno accanto.

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    2. Grazie per le parole.
      Dal canto mio, questa volta sarò più breve di ieri:-)

      Io non mi penso affatto mancante senza qualcuno accanto.
      E ho fatto tutto quello che ho potuto fare (anche ai limiti dell'impossibilità della reazione umana nei momenti e periodi in cui stavo malissimo da non poterlo neppure spiegare), per convivere con tutti i miei dispiaceri e difficoltà (ripeto, non si tratta "solo" della sfera sentimentale).

      Teniamo sempre presente, poi, che per me non si tratta di un periodo di mesi o di anni, ma che è SEMPRE stato così e che quindi ho SEMPRE dovuto convivere con la mia situazione poco umana (non esagero nel definirla in questo modo).

      Io non mi sento inferiore a chi è fidanzato e/o sposato.

      Voglio "solo" che però anche la mia vita segua il suo corso normale, umano ed evolutivo. Voglio anch'io avere una persona con cui ci sia amore vero e reciproco col quale costruire felicemente il nostro futuro.
      E non perché si sposano tutti o per far bella figura nella società.
      Ma per andare avanti con la normale evoluzione della vita.

      Un solo esempio? Non è giusto che ci sia gente che, quando io ho iniziato a soffrire, non era ancora nata.
      E la vedo in giro, pur essendo giovani se non giovanissimi, già in coppia già felici già a vivere cose e momenti che io non so ancora che cosa siano. E sono condannata a non saperlo mai.

      E le persone fortunate che non riconoscono la propria fortuna (anzi, forntunE) mi fanno tanta rabbia.

      Non tutti possono avere tutto, ossia una cosa può anche mancare nella vita.
      Ma è disumano non avere proprio niente.

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    3. Se dici "sono condannata a non saperlo mai" metti dei limiti alla Provvidenza divina. Gesù lo ha anche detto ad alcune mistiche: spesso diamo dei limiti alla sua azione. Capisco che sei un po' sfiduciata dopo anni che attendi, ma l'amore può sorprenderti in qualsiasi momento.
      E' disumano non avere niente, hai ragione. Ma certo la prospettiva di noi che possiamo parlarci attraverso un pc è un po' diversa da una donna che in una favelas non può nemmeno permettersi questo scambio di mail pur trovandosi in situazioni simili alle nostre.Che voglio dire? Che la vita non è mai così disumana fino in fondo. Abbiamo tutti qualcosa per cui ringraziare Dio e tutti abbiamo qualcosa da chiedergli perchè non siamo pienamente soddisfatti.
      Grazie a te per essere passata da questo blog.

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  19. Intanto devo specificare che l'anomina arrabbiata che ti ha risposto il 31 agosto non sono io, io sono la prima anonima! Vorrei rispondere sia a te Clap che ad anonimo che ha scritto ieri.
    Sono pienamente consapevole del fatto che ognuno ha la sua croce e sono pienamente consapevole di quanto io sia estremamente fortunata rispetto ad altri. Non ho mai detto che desidero di + di quanto ho ora, sono molto molto fortunata e di questo, nonostante i miei momenti di incertezza, ringrazio Dio ogni giorno. Io ho aperto la discussione solo per quanto riguarda il non essere madre. Solo questo, e mi è difficile vedere e capire e accettare come ci possano essere persone che gettano figli nel cassonetto, che li vendono, che abortiscono perchè non li vogliono...io che ho dovuto farlo perchè c'erano prolemi! questo, questo non lo concepisco! Sul fatto di essere in coppia, moglie, di aver festeggiato con il matrimonio, aver fatto il viaggio di nozze etc etc...cosa significa questo? che la mia vita è perfetta? stare insieme ad un'altra persona non sempre vuol dire che si affronta la vita insieme e non sempre le cose vanno bene. Si litiga, si discute, ci si confronta...io e mio marito abbiamo passato momenti difficilissimi in cui siamo anche stati molto distanti. Prima di incontrarlo poi ho avuto vicissitudini di coppia che mi hanno segnata parecchio. Ognuno ha cicatrici nella propria vita, ognuno ha le sue difficoltà e la cosa migliore sarebbe vivere amando ciò che si ha, poco o tanto non importa. E ricorda, Anonimo del 3 settembre, avere tante cose materiali o permettermi molto non vuol dire essere felice! Vorrei anche dire ad anonimo del 31 agosto che essere così' arrabbiati non porta a nulla. Anch'io lo sono stata, x tanto tempo, ora sono rassegnata e delusa, ma sto decisamente meglio. Prima o poi spero che Dio mi indichi la strada, sperando che si renda conto che un figlio lo desidero davvero + di qualsiasi altra cosa al mondo! Buona vita a tutti voi

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    1. Putroppo con tutti questi anonimi un po' di confusione è comprensibile. Ad ogni modo, io ho offerto la Comunione in questi giorni un po' per tutti. Sarebbe bello che ognuno pregasse un po' per gli altri di cui ha ascoltato i problemi. Le preghiere non vanno mai perdute ed è importante sapere che c'è qualcuno che prega per noi.
      Buona vita anche a te e, con tutto il cuore, spero che Dio possa donare a te e a chi lo cerca un figlio.

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  20. Cara anonima del 4 settembre 11.09, andiamo con ordine.

    Prova la vita di single perenne, e poi ne riparliamo di quanto sia difficile stare in coppia.
    E sono certa che, se tu dovessi scegliere, neanche dopo mille discussioni al minuto con tuo marito sceglieresti di stare da sola.
    Tanto più che dici di avere avuto in precedenza difficili situazioni di coppia, ma sempre in coppia stai perché stare da soli è difficile e penoso (per usare due eufemismi).
    E, parlando in generale, la vita di coppia è tanto difficile che una persona separata, divorziata o vedova poi si cerca sempre un altro compagno. Perché, ripeto e sottolineo, la vita di coppia è migliore in tutto rispetto allo stare da soli.

    Circa il materialismo che non fa felici: il materialismo non mi passa neanche per la mente. Infatti, se leggi con attenzione, io non ho fatto ragionamenti superficiali. Ma ho parlato di situazioni necessarie al benessere psicofisico di un essere umano.
    E, per rifarmi a uno dei miei accenni, non c'è niente di materialistico nell'essere soli in giornate di festa come il Natale. Qui si parla di pura e viscerale sofferenze dell'anima: di materialismo non c'è l'ombra.
    Comunque, fai cambio con me per qualche mese prima di ripetere questa tua affermazione, e vedremo se la rifaresti (non credo proprio!).

    Che hai vissuto anni felici (fidanzamento, matrimonio, viaggio di nozze) significa che tu NON hai sempre vissuto nella sofferenza e nel patimento come me, ma che hai avuto i tuoi momenti (ma che momenti? ANNI!!) di gioia. La perfezione della vita non c'entra. Non hai sempre e solo sofferto come me.

    Inoltre, paragonata alla mia, la tua vita anche se non è perfetta nel senso in cui la intendi tu è (ripeto, in confronto alla mia) è quella di una principessa. Ci mancherebbe che tu sia triste per molto, scusami tanto...

    Invece, cara Clap, ti confido che io non metto limiti alla provvidenza divina: solamente interpreto la realtà dei fatti (anche quelli più recenti).
    E i fatti sono quelli di una vita intera, per quanto mi riguarda, non di un periodo più o meno lungo.
    Non sono solo sfiduciata dopo anni: è un ventennio ormai e non ho avuto mai nulla anche prima, altro che sfiducia!

    Poi, magari una donna povera non ha un pc attraverso il quale comunicare e sfogarsi.
    Ma magari ha la fortuna di farlo con persone in carne e ossa, che è anche meglio.
    Io questa fortuna non ce l'ho perché sono circondata solo da persone (colleghi, parenti, familiari, conoscenti ecc) che sono stati più fortunati di me (non che ci voglia molto).

    Buona vita a tutte voi.
    Anonima-Violetta

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  21. Scusa un attimo Violetta, io però non ti ho aggredita come hai fatto tu...la tua battuta sull'essere triste non è bella per niente sai? ho vissuto un tumore con mia madre, x fortuna superato, ho dovuto rinunciare ad una figlia, leggi bene, una figlia, non un uomo, perchè costretta, ora mia madre dopo quanto ha passato in precedenza, è malata di alzheimer, non si ricorda come si fa a cucinare e a fare tante altre cose, non sa che giorno o che anno sia, un padre ultraottoantenne che non riesce a gestire la situazione...credi che io non sappia cosa sia la sofferenza?? Non uso parole scurrili xkè siamo su un forum e non mi pare il caso!
    hai scritto che hai colleghi, parenti, famigliari, conoscenti...amici no? non hai nessuno con cui condivedere la tua vita? con cui uscire, ridere, chiacchierare e divertirti? ti sei mai chiesta come mai non trovi la persona giusta? Forse sei ancora legata al tuo grande amore dei 20 anni? Forse sei chiusa alla vita? o forse sei tu che dedichi tempo agli altri? ed è inutile che scrivi che le tue storie sono bloccate sul nascere...il fosso si fa sempre con due rive, SEMPRE, se le cose non funzionano non è mai colpa di uno o dell'altro ma di entrambi, credimi. Forse dovresti in primis guardare la tua vita così com'è, le vacanze che dici di non fare le puoi fare anche da sola, oppure non hai una amica, una sola amica? Forse il tuo malessere non è dovuto al fatto che non trovi un uomo, ma forse sei sola per fare tutto. Inizia da qui! ma da qualche parte inizia, le situazioni che non ci stanno bene si cambiano solo se facciamo qualcosa per cambiarle, altrimenti restano tali. Credo che tu sia troppo arrabbiata per quello che ti manca ma non fai nulla per cambiare atteggiamento. Prova a cercarti degli amici intanto, poi loro ti aiuteranno ad arrivare anche al resto! anonima 1

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  22. Sì, certo, è tutta colpa mia.
    Non mi aspetto ragionamenti diversi da questo.

    Sì, non ho amiche perché è colpa mia se sono state fortunate a fidanzarsi al primo colpo e pure in età adolescenziale.

    Sì, certo, è colpa mia se non vado in vacanza da sola perché le volte in cui l'ho fatto è stata una sofferenza. Eppure l'ho rifatto più volte, con gente in albergo e seduta vicino al mio tavolo che mi guardava come fossi un marziano e nemmeno mi salutava.

    Sì, certo, è colpa mia se sono sola perché mi chiudo a opportunità inesistenti.

    Sì, certo, è colpa mia se tutti quelli che conosco sono in coppia e io no.

    Sì, certo, è colpa mia se non mi innamoro più perché non incontro mai chi possa corrispondere ai miei gusti e ai miei interessi.

    Sì, certo, sono aggrappata al passato e non ho mai provato a guardare avanti con altri (secondo quanto sostieni tu, che fai l'analisi del mio passato senza conoscerne una virgola).

    Sì, certo, è colpa mia che mi chiudo e faccio la preziosa con altri uomini perché mi piace rovinarmi la vita con le mie mani.

    Faccio presente che il mio malessere, come dici tu, non sta nel fatto che io non trovo un uomo (sempre stando alle tue parole, che ridicolizzano e sviliscono il problema da me posto in ben altri termini, specie esistenziali).
    Se è per quello, a volte mi è capitato di trovare anche l'uomo di altre. Ma i fidanzati e i mariti altrui li lascio stare, anche se magari tanto indifferenti non mi stanno.

    Sì, certo, è colpa mia perché allora avrei dovuto stare con loro comunque!!!

    Anzi, no: è colpa mia perché non riesco a stare con altri che non mi piacciono...

    Come dicevo nel mio primo post, so che per me e per chi si trova nelle mie condizioni c'è sempre e solo colpevolizzazione e dietrologia. Entrambe inutili e sbagliate, peraltro.

    E tutto questo attivismo che si predica sempre dall'alto: sei tu che non cambi le situazioni, sei tu che devi ecc. ecc. ecc.
    Abbiamo dimenticato di suggerire di andare in palestra....

    E chi lo dice che non ci abbia provato?

    Sai quando si cambiano le situazioni? Quando è la vita che ti dà il là, quando è la vita che ti dà l'occasione giusta.
    Queste sono le cose che mi mancano. Solo un pizzico di fortuna in più.

    Sì, certo, è colpa mia perché mi piace tanto, ma tanto, essere sfortunata e ci godo ulteriormente a rovinarmi la vita con le mie mani sbagliando e chiudendomi in tutti i modi possibili.

    Sì, certo, devo trovarmi degli amici ma ogni volta che facevo e faccio conoscenza sono sempre tutte persone in coppia. Roba da non credere! Eppure è vero!!!

    Se non mi si crede, non mi importa: io ho scritto ogni parola e ogni virgola e punto rispondenti tutti quanti alla verità.

    Ah, sì, dimenticavo! Sì, è vero, sono strachiusa alla vita! E non sai quanto mi diverta esserlo!!!

    Circa la tua sofferenza, ovvio che anche tu come altre persone abbia avuto la tua parte.
    Il punto su cui non mi capisci è che: un conto è averla in uno o due settori della vita (facciamo anche tre). Un altro è averla in TUTTO.

    E sai quanto è brutto avere uno dei due genitori che non sta bene (niente di grave per fortuna, ma è capitato più di una volta) ed essere soli, senza nessuno su cui appoggiarsi?
    Anche questa è una gran bella differenza.

    E comunque ho visto persone perdere i genitori e soffrire, anche tanto. E' umano.
    Ma poi la loro vita è andata avanti e ora li vedo felici con le loro famiglie.
    Perché è così che la vita funziona, normalmente.
    Coi suoi cicli, coi suoi periodi di sofferenza e di gioia, con le alternanze e i controbilanciamenti, con le sue evoluzioni.
    Il mio percorso è invece sempre lo stesso.

    Ah, sì, è vero: lo è solo per colpa mia.
    Violetta



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    1. Violetta, non penso che anonima 1 intendesse dire che è tutta colpa tua. Io penso che i suoi fossero solo suggerimenti e nemmeno sbagliati: in effetti, ben sapendo che tante volte ci sono persone che si lamentano della loro solitudine, in generale, il primo consiglio che si dà a loro è quello di aprirsi di più agli altri. Anzi, cristianamente, il consiglio più indicato è quello che si trova in quella bellissima preghiera di Madre Teresa:

      MANDAMI QUALCUNO
      Signore, quando ho fame,
      mandami qualcuno da sfamare.
      Signore, quando ho sete,
      mandami qualcuno da dissetare.
      Signore, quando ho freddo,
      mandami qualcuno da scaldare.
      Signore, quando sono triste,
      mandami qualcuno da consolare.
      Signore, quando sono povero,
      mandami “il povero più povero”.
      Signore, quando sono umiliato,
      mandami qualcuno da lodare.
      Signore, quando sono scoraggiato,
      mandami qualcuno da incoraggiare.
      Signore, quando mi sento incompreso,
      mandami qualcuno da abbracciare.
      Signore, quando sono stato offeso,
      mandami qualcuno da perdonare.
      Signore, quando non mi sento amato,
      mandami qualcuno da amare.
      Amen

      Prova a far sì che la tua solitudine diventi compagnia per gli altri che si sentono soli: cercali e ne troverai tantissimi. E riguardo all'amore... arriverà quando meno te l'aspetti.

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  23. Aggiungo un'ultima cosa, perché qualsiasi cosa mi si risponderà non risponderò più a mia volta.
    Tra l'altro, mi scuso con Clap perché il suo blog tramite i miei interventi (ma non monologhi, tengo a precisare) ha assunto forse toni un poco litigiosi.

    Avevo un'amica la cui mamma è morta per un tumore dopo anni, durante i quali si sapeva già che sarebbe stato incurabile. Quindi sofferenza nella sofferenza.
    Poco tempo dopo il lutto, la mia amica è stata lasciata dal fidanzato che aveva da diversi anni.
    Qualche tempo dopo ancora, lei mi confida: non pensare che io sia un mostro, ma io per mia mamma non ho sofferto come soffro e ho sofferto per quest'altra situazione.
    Sottolineo il "non" e preciso anche che la mia amica non era certo un mostro.

    Preciso anche che però è il tipo, su sua stessa ammissione, che riesce a stare con qualcuno pur di non stare da sola, ossia ci sta anche senza sentimenti.
    Quindi lei soffriva più che altro perché era rimasta sola e aveva il terrore di restarci.

    Comunque, nel giro di tre/quattro anni la mia amica si è rifidanzata con un altro e si è sposata (lei si che è brava, mica io che sono chiusa alla vita!!!).

    E una volta sposata, nonostante la nostra amicizia di anni, nonostante io le sia stata vicina (anche perché ero la sua unica amica) nei suoi periodi più duri ecc ecc, lei è sparita.

    Credo che questo racconto (vero dall'inizio alla fine) si commenti da solo.

    E che si commenti da solo anche in relazione all'amicizia e a quanto sia (secondo i suggerimenti che qui mi sono stati dati) "facile" trovarla.

    Basta volerlo, no?
    Violetta

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    1. Ognuno qui potrebbe raccontare le sue delusioni in base all'amicizia. E sono certa che ognuna di noi ha ragione... ma occorre andare avanti, senza disperare. Se papa Francesco continua ripetere: "non lasciatevi rubare la speranza", vuol dire che ha capito che stiamo un po' tutti agonizzando perché carenti di speranza...

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  24. Papa Francesco dovrebbe avere più delicatezza ed evitare frasi (peraltro ripetute) "Siate madri, non zitelle".
    Detto questo, detto tutto.

    E in quanto all'amore che arriva quando meno te lo aspetti ecc è una delle tante frasi fatte che nella realtà non hanno senso.
    Chiusa la porta si apre un portone e tante altre simili.

    E poi, se così fosse, nel mio caso l'amore sarebbe dovuto arrivare quando ho capito oltre dieci anni fa che per me non era destino. Da allora non me lo aspetto. Eppure... Ma ripeto, si tratta del mio destino, magari a tutti gli altri questa frase si applica benissimo.

    Mi ero ripromessa di non rispondere, ma non ho resistito a dire la mia su queste tue due frasi. Lo so che le hai scritte con le migliori intenzioni e ti ringrazio per aver speso del tempo per me, davvero.

    In ogni caso, anche senza alcuna speranza né illusione, io sono testarda e vado avanti.

    Un abbraccio.
    Violetta.

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    1. Anch'io mi sono meravigliata di questa frase sulle zitelle, inizialmente, ma poi credo di aver capito cosa voleva dire (tanto più per il fatto che l'ha rivolta per prima alle religiose che non potranno mai essere madri biologiche). Il personaggio della zitella inacidita e chiusa in se stessa è spesso nel nostro immaginario. Nel quale, però, c'è anche quello della madre accogliente, punto fermo, forza della famiglia, etc. Sappiamo però che spesso la realtà è più complessa: ci sono zitelle che si fanno in quattro per gli altri e madri... che avrebbero bisogno di una zitella per fare funzionare la loro famiglia. Però non è alla realtà che si riferisce papa Francesco ma alle immagini patrimonio comune di tutti. E, invita perciò ogni persona ad essere come quella madre che tutti abbiamo in mente e non quella zitella che è pure nel nostro immaginario.

      Riguardo alle frasi fatte... hai ragione. Ma spesso c'è un fondo di verità anche in queste.
      Abbraccio anche a te.

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  25. Mi spiace davvero che Violetta non abbia capito nulla e che non accetti il confronto...se continuerai ad odiare la tua vita e ad invidiare quella degli altri non arriverà mai nulla di buono...devi cambiare atteggiamento...sembra che i tuoi problemi siano + gravi di tutti gli altri, che tu sia la persona + sfortunata sulla faccia della terra, che tu viva nella sfortuna...inizia a guardarti attorno e vedrai che ci sono persone che sono ferme in un letto, genitori che hanno figli malati, persone che non si nutrono a sufficienza, non hanno una casa, non hanno un lavoro, sono malate e sanno che non vedranno il domani, persone che vorrebbero camminare e non possono farlo, persone che vorrebbero vedere e non possono vedere, persone che vorrebbero vivere e non possono farlo...che tristezza leggere i tuoi commenti...tanto arrabbiata verso tutto e tutti...apriti alla vita, come ti dice clap, e vedrai che lei ti darà tanto...e credimi, se riesco a dirti questo è perchè sono felice, leggi bene, sono felice di aver sofferto tanto...anche se tu credi il contrario...ma nonostante questo, io non ti aggregisco e tanto meno ti incolpo della tua situazione...anzi, mi spiace davvero tanto che tu non abbia colto in me il volerti aiutare...anonima 1

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  26. Cara Clap, dopo una settimana non vedo il mio commento di sabato 7 settembre. Se non ti è arrivato, te lo rimando. Fammi sapere, ovviamente qui sul blog visto che è l'unico canale di comunicazione. Grazie.
    Anonima-Violetta

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    1. Ciao Violetta.
      Può darsi che ci sia stato un problema tecnico e non è arrivato. In genere, infatti, tutti i commenti che mi mandate li pubblico appena mi collego al blog perché sono tutti commenti scritti con rispetto, pur nella diversità di opinione. Rimandamelo pure.

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  27. Ti ringrazio.

    In sostanza dicevo che, soffrire per quasi un ventennio ( sottolineo un ventennio) rende certamente arrabbiate nei confronti della vita. Chi non lo sarebbe al mio posto? Sono un essere umano e ho delle reazioni umane in quanto tale.

    Poi, citare casi drammatici estremi come ha fatto Anonima 1 non porta mai da nessuna parte ed è del tutto inutile, quando si fa i conti con la propria (e vera, profonda) sofferenza.

    Tra l'altro, nei miei post qui dentro ho sottolineato più volte che non si tratta "solo" della mia vita privata ma di tutta la mia vita da sempre e in ogni settore.

    Anch'io in passato, vedendo i problemi e le sfortune altrui, dicevo "poverino" " poverina". Poi ho visto che alla fine la vera poverina ero io , perché gli altri pur nelle loro sfortune erano e sono comunque più fortunati di me.
    Una persona senza braccia ma comunque fidanzata. Un'altra con un passato in orfanotrofio ma con una sua vita privata fin dall'adolescenza.
    Mi riferisco a casi che ho conosciuto davvero.

    Intendo dire che se la vita ti toglie qualcosa, te ne dà un'altra in compensazione.
    Per me non è così.

    Ma io non invido gli altri e le vite altrui.
    Ci soffro.
    Ed è molto peggio.

    Un saluto.

    Anonima Violetta

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    1. Una grazia è quella di poter guardare le presunte fortune degli altri e non provare invidia per loro. Può sembrare nulla ma è già un punto di partenza, considerato quanti si macerano nel dolore arrivando a detestare gli altri. Il tuo sguardo è d'amore. E ora prova rivolgerlo verso di te. E capire che, se Dio non ti dà qualcosa, ti rimane lo stesso al fianco.
      Soffrire non è peggio. Di quella sofferenza si può fare un canto di lode al Signore e offrirla per gli altri. Il peggio è l'odio, l'invidia, la cattiveria e tu sei libera da tutto questo.
      Un caro saluto.

      Lo dico a te come agli altri: nella colonna laterale, a sinistra, c'è il mio indirizzo mail. Puoi scrivere anche lì quando hai bisogno di una parola di speranza (che spero di riuscire a dare) che non passi necessariamente dal blog.

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  28. Ti ringrazio molto per la tua comprensione e disponibilità, Clap, lo terrò presente.

    Io stessa mi sono stupita e mi stupisco molte volte di non avere ancora perso la ragione (so solo io che cosa ho passato nell'ultimo ventennio e cosa ancora passo). E mi stupisco in effetti di non essermi a dir poco incattivita.
    Il mio non è uno sguardo né cinico né invidioso, infatti. E' solo uno sguardo oggettivo e critico della realtà, oltretutto fuor di buonismo.

    Un abbraccio.
    Violetta

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  29. Sn arrivata all'età di 30 anni cn poke gioie alle spalle e tanti dolori... dicono ke Dio ke da a ogniuno di noi ciò meritiamo ma in momenti di scoraggiamento cm qst ti viene da dire.... meritavo qst dolore??? All.eta di 2 anni stavo x morire intossicata da medicinali x sbaglio dei medici ed io mi raccontano ke avevo sempre il sorriso sulle labbra... arrivata a 20 anni perdo l'uomo della mia vita a soli 52 anni a 21 scopro ke la persona ke amavo + di me mi tradiva da ben 3 anni... ho dato sempre me stessa nell'amicizia. in amore. sul lavoro ma ho ricevuto sempre frammenti di felicità x poi essere ripagata cn portw kiuse e lacrime ke bagnano il mio volto... Dio mi ha dato la bellezza ma a ke serve se i miei okki sn sempre gonfi di lacrime? Amo la famiglia..i bambini.. il rispetto.. xke Dio mi manda sempre persone ke mi fanno credere ke condividono tutto e poi se ne vanno senza 1 xke x poi scoprire ke cm hanno conosciuto me ne hanno conosciute altre 10... ringrazio Dio x qst ma lui sa cos'è capace di dare il mio cuore senza avventure ma cn totale abbandono di amore, so ke mi ascolta ma xke mi fa andare sempre nelle strade sbagliate?

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    1. Molti possono farsi la tua stessa domanda. Il punto è: la strada che tu ritieni sbagliata è così anche per Dio? In fondo, è la Sacra Scrittura che ci ricorda che le Sue vie non sono le nostre vie.

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  30. Violetta ha ragione. Le sofferenze di chi ha una vita che "non è mai partita"NON SONO MINIMAMENTE paragonabili a quelle pure grandi o grandissime di chi ha una vita che in qualche modo è partita secondo i cicli naturali. Sono nella chiesa da sempre, sono un sacerdote e so quello che dico. Le famigliole cattoliche sono le principali responsabili di tali solitudini.
    Violetta con la mia preghiera costante e piena di limiti preghero x te che VERAMENTE SOFFRI.
    Don Giacomo

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    1. Grazie per la preghiere per Violetta, don Giacomo. Ma dire che le famigliole cattoliche sono le principali responsabili di tali solitudini non rende giustizia a tutte le famiglie cattoliche in cui si pratica l'accoglienza, l'amore per gli altri, il rispetto per la dignità umana...

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